idiota


Una stand up, un palco vuoto, un corpo, un microfono, il pubblico. Un rito storto e sporco. In cui si parla delle sovrastrutture, delle ansie, delle ideologie paralizzanti che spazzano via senza pieta' quel minimo di autenticita' di cui disponevi. Delle convinzioni politiche costruite a colpi di ideologie e di pensieri che si pensano solo perche' li pensano agli altri. E tu non li vuoi deludere. Parla della sessualita' vissuta attenta al gusto degli altri. E tu non li vuoi deludere. Parla della lotta ingaggiata contro il tempo che passa. Parla del bisogno che abbiamo di dire esattamente come stanno le cose, senza giri di parole, senza volere sempre risultare integri e vincenti a tutti i costi. Parla del fallimento come di un'occasione d'oro.

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Potevo essere io


SPETTACOLO VINCITORE DEL BANDO NEXTWORK 2013
SPETTACOLO VINCITORE DEL FESTIVAL DELLA VALTELLINA 2014


Uno spettacolo dedicato ai bambini che siamo stati e che non smetteremo mai di essere, uno spettacolo dedicato a chi e' sopravvissuto all' infanzia e della cui sacralita' ha saputo ben poco.
“Potevo essere io” e' il racconto di una bambina e un bambino che diventano grandi partendo dallo stesso cortile. Due partenze, stessi presupposti. Ma finali diversi. E in mezzo la vita.
Chi racconta e' quella bambina: che cerca di capire insieme allo spettatore, cosa sono state queste due storie, perche' e come, e se si sono veramente differenziate, o sono state solo due modi di vivere lo stesso sconcerto.

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Fuck Me(n) | studi sull'evoluzione del genere maschile


PREMIO GReaT 2013 - MIGLIOR MONOLOGO
ACCADEMIA D'ARTE DRAMMATICA NICO PEPE DI UDINE


I maschi. Di quello che fanno si parla sempre. Di come cambiano, di cosa provano, di cosa sentono, poco. Quasi niente. Il femminile è sotto esame, lo si sviscera, lo si difende, lo si comprende. Il maschile lo si da' per scontato, come un'attitudine immutabile, sempre uguale. Qualcosa si dice sull'omosessualita' maschile. Per il resto poco. Quasi niente. Abbiamo chiesto a tre autori di scrivere sulla Maschilita' (Massimo Sgorbani, Giampaolo Spinato e Roberto Traverso). Sulla maschilita' eterosessuale, quella integrata, quella data per positiva, quella che produce, che è riconosciuta come bene, come “potente”, come qualcosa che ancora guida le sorti del mondo. Abbiamo chiesto di scrivere quello che nessuno dice. Di mostrarne gli andamenti profondi, le ombre, quello che non e' "in azione", che non produce, quello che si muove sotto.

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Serate Bastarde 2 | il tramonto


La Compagnia Dionisi, continuando la propria ricerca su un cabaret esistenziale, fatto di un cross-over di linguaggi spuri (stand-up comedy, incontro fisico col pubblico, video, gioco satirico) e sull'assunzione in prima persona delle parole dette, porta in scena un mondo che cerca di resistere al tramonto di se stesso e di un'epoca, la nostra. Un vecchio cantante di night, ex tigre della tangenziale, filosofo maudi'. Una soubrette ustionata che pensava, spettacolarizzando le sue cicatrici, di avere una chance in piu'. E che invece e' stata dimenticata dopo una sporadica tournee nelle discoteche del Veneto. Una cantante bergamasca a fine carriera che incita alla ripresa economica a colpi di muletto su un karaoke midi. Un'imprenditrice che negli anni 80 era qualcuno e che non riesce a convincersi di non essere piu' niente. Tutto questo, in un rapporto tra scena e platea diretto, immediato, fisico. Eventualmente dionisiaco. Eventualmente liberatorio.

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Serate Bastarde


Serate Bastarde raccontano senza la mediazione della metafora ma attraverso la corporalita' suicidale dell'incontro diretto con lo spettatore, la nostra paura di non essere mai all’altezza di una societa' che chiede tutto, la paura di esporre i nostri corpi, la paura di essere cio' che siamo, senza mediazioni.

Serate Bastarde sono un intreccio infuocato di quadri eseguiti sotto forma di Stand Up, esibizioni fisiche, video, prosa, satira e tragedia.

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Patate | una parola senza denti sulla guerra


Tre arzille ottantenni, impegnate nel cucinare un pure', raccontano la guerra vista dagli occhi di chi "allora" era bambina, o ragazza, trasformando quelle piccole storie in storie universali.

Non e' la guerra raccontata dall'informazione e nemmeno quella rielaborata dagli storici attraverso i documenti, e' la guerra del vissuto, e' la storia degli uomini e delle donne che nessuno si ricordera' piu': non comandanti, non soldati, solo persone.

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